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Impastatrici e planetarie migliori del 2019 per pasta, pane, dolci: guida, prezzo, recensioni, opinioni

L’impastatrice, ma negli ultimi tempi conosciuta anche con il nome di planetaria, è un elettrodomestico che permette di ridurre la fatica nella creazione degli impasti, nella prima fase di lavorazione di pane, pizza, dolci e creme, biscotti o panna montata, ma anche numerose altre preparazioni che solitamente si tende ad acquistare in panificio o in pasticceria, proprio per la difficoltà nel poterlo fare a mano. È dunque possibile inserire tutti gli ingredienti dentro una ciotola, azionare un pulsante – o anche aggiungere gli alimenti durante le diverse fasi di lavorazione – e attendere il termine di lavorazione dell’impasto del prodotto che desideriamo preparare.

Impastare, amalgamare, montare sono le funzioni principali della planetaria, che con le sue fruste che si muovono in modo circolare per tutta l’ampiezza della ciotola ricordano il moto di rivoluzione dei pianeti. Ma è così facile come descritto? Sì e no, se si seguono alcuni accorgimenti per scegliere l’impastatrice che davvero fa per noi e quella che per potenza, materiali e caratteristiche di fruste e capienza permette di raggiungere risultati ottimali nella preparazione di composti liquidi- semiliquidi e solidi, anche senza avere un elettrodomestico molto costoso.

PLANETARIACARATTERISTICHE
FUNZIONI– amalgamare
– impastare
– montare
PREPARAZIONI:
– composti liquidi
– composti semi-liquidi
– composti duri
– dolci
– pasta
– pizza
– biscotti
– creme
– salse e maionesi
ACCESSORI– corpo macchina
– ciotola
– frusta
– coperchio para-schizzi
POTENZA– dai 250 ai 1.200 W
– differenti in base a composti
PREZZODa 60 al 1.000 euro

Come funziona un’impastatrice

Sapere che esiste un elettrodomestico che lavora l’impasto per noi è la soluzione per numerose preparazioni e prodotti che non avremo mai pensato di fare in casa: pane, pasta all’uovo, biscotti duri e torte, ma anche panna montata, creme o gelati. Tutti gli ingredienti devono essere inseriti all’interno di una ciotola per poter essere lavorati scegliendo ganci appositi per l’impasto che si desidera realizzare e la frusta adatta alla consistenza del composto. Naturalmente è importante conoscere bene la ricetta, e inserire gli ingredienti nell’ordine corretto: ci sono alcuni impasti che prevedono che tutti gli alimenti siano inseriti in un’unica soluzione, azionate il pulsante e l’impastatrice si fermerà solo al termine della preparazione, ma esistono anche composti che necessitano che gli ingredienti siano inseriti in diverse fasi di lavorazione.

Con l’impastatrice è infatti anche possibile inserire gli ingredienti passo per passo, fermandola, o durante la lavorazione, grazie a degli accessori che ne permettono il corretto funzionamento, come per esempio il coperchio para-spruzzi. Ciò implica che l’impastatrice non è uno strumento semplice da utilizzare, ma è necessario primariamente conoscere bene il metodo di lavorazione di ogni prodotto che si desidera realizzare e ogni parte e accessorio dell’elettrodomestico stesso per permetterne un corretto funzionamento e un risultato finale apprezzabile, evitando malfunzionamenti, blocco del motore o danni alle persone.

Più nel dettaglio, l’impastatrice è dotata di una ciotola e di un corpo che la abbraccia da sopra al quale sono attaccate due fruste. Azionando un pulsante – questo in relazione alla tipologia di planetaria scelta – permetterà di lavorare un impasto che avete scelto, come per esempio farina, uova e zucchero per una torta rendendolo liscio e omogeneo, pronto per essere messo a lievitare o disposto per le forme, messo in teglia al forno o gustato direttamente. È la rotazione delle fruste che consente di creare un impasto uniforme perché gli accessori sono in grado di toccare tutti i punti della ciotola, e al termine della lavorazione tutte le pareti del recipiente sono prive di impasto.

In base alla durezza del composto dovrete scegliere tra tre tipi di frusta:

  1. a foglia, per i composti corposi, anche se non troppo pesanti;
  2. a filo per i composti leggeri;
  3. a gancio per le preparazioni pesanti, come per esempio il pane, che magari non avete mai pensato di poter fare in casa, in considerazione della difficoltà e pesantezza dell’impasto.

Le fruste e i ganci sono dei pezzi intercambiabili che si montano alla fine del braccio meccanico della planetaria in dotazione con la macchina.

Attenzione però perché di fondamentale importanza a questo punto è scegliere la capienza della ciotola, che deve corrispondere alle vostre esigenze di quantità di impasto che avete intenzione di preparare, e la potenza del motore, evitando di acquistare un prodotto che non riesce a impastare medie o grandi quantità di prodotto, andando in blocco o peggio, rendendosi inutilizzabile in poco tempo.

Cosa posso fare con una planetaria?

Tutti gli impasti, da molli a duri, ma detto così, per chi si avvicina per la prima volta a questo strumento, è difficile immaginare quanti cibi si possono preparare. Intanto, è molto importante riconoscere che l’uso ottimale di una planetaria, è a nostro avviso, quella di poter realizzare dei cibi che difficilmente potremo fare a casa, perché necessitano di impasti lunghi e pesanti da fare a meno, come per esempio il pane, il panettone, il pandoro, la colomba, ma anche i fatti fritti, ‘le bombe di crema‘, le frittelle, la pizza. Che poi si possano fare anche dei composti tradizionali e più leggeri come quelli delle torte, dei muffin, delle crispelle, maionesi e salse, è davvero utile per ridurre la fatica e la tempistica di realizzazione, ma mai potranno incarnare l’obiettivo di poter amalgamare e impastare composti lunghi e pesanti come quelli qui di sopra elencati.

Citando questi cibi, già è possibile farsi un’idea di cosa si può realizzare con una planetaria: impasti che richiedono una lunga lavorazione e che senza questo elettrodomestico sarebbe difficile realizzare con il solo ausilio dello sbattitore o di lavoro manuale, sopratutto se si necessitano di grandi quantità.

Certo, non illudiamoci, per la preparazione di questi prodotti è importante scegliere l’impastatrice adatta per potenza, motore e capienza della ciotola, e non è certo possibile acquistare dei modelli con materiali di fabbricazione morbidi e di costi inferiori alle 100 euro.

Volete dunque altre idee sui prodotti che si possono realizzare con una planetaria? Sicuramente anche ricette composte, partendo proprio da un primo impasto:

  1. pasta fresca, poi con il pasta maker, accessorio spesso in dotazione, potrete anche dare la forma che desiderate, da spaghetti a pasta corta
  2. purè di patate
  3. pasta frolla
  4. besciamella
  5. tutti i tipi di crema
  6. tutti i tipi di torta, durante l’impasto è possibile versare passo dopo passo tutti gli ingredienti

Partendo da questi composti è dunque possibile crearne di nuovi, fare delle variazioni partendo già da un impasto definito. I vantaggi di avere una planetaria sono quelli di:

  1. riduzione della fatica
  2. possibilità di impastare quantità più elevate
  3. impastare, amalgamare composti che altrimenti sarebbe stato difficile preparare
  4. ridurre la tempistica di preparazione
  5. è possibile occuparsi di altre faccende mentre l’impastatrice effettua la lavorazione

Con la frusta a filo, composta da tanti fili metallici è possibile amalgamare tutti gli impasti liquidi o semiliquidi, come per esempio le crespelle e le pastelle, ideali per friggere o preparare al forno carne e verdure. Questa tipologia di frusta è ideale inoltre per montare la panna e gli albumi per la preparazione delle meringhe o tutti i composti che necessitano di incorporare aria per diventare soffici, come un buon Pan di Spagna in un tempo massimo di 10-20 minuti.

La frusta piatta o a foglia – controllate nella confezione per la frusta K – è ideale per la preparazione della pasta frolla o della pasta brisé che poi riempirete di verdure o altri condimenti. Che ne dite poi della pasta choux o delle glasse? Con questa frusta potrete anche preparare l’impasto delle polpette, o un ripieno particolarmente pesante per quantità da amalgamare con un mestolo. Non resta che darvi l’idea dei dolci: muffin e cupcake, in 10 minuti, anche se il composto risulta un po’ con i grumi, che andrà ad assestarsi poi in forno.

Con la frusta a gancio, invece, si potranno preparare gli impasti duri indicati prima, oltre a brioche, biscotti, o altre tipologie di dolci, ma anche composti salati. Per fruire di tutte queste possibilità di cui è fornita una planetaria, è importante però sceglierla in base al funzionamento e agli accessori indispensabili per la creazione di questi cibi.

Cosa deve avere dunque nel dettaglio un’impastatrice per poter funzionare nel pieno delle sue potenzialità, ma senza costare troppo? Partiamo fin da ora con il dire che una planetaria ottimale e con buone prestazioni oscilla dalle 150 euro alle 1.000-2.000 euro nella tipologia professionale. Una buona impastatrice non può costare al di sotto di tali soglie: meccanismi, ingranaggi, motore e materiali di fabbricazione hanno dei costi per lavorare in sicurezza.

Cosa deve avere una buona impastatrice

Il prezzo base per una buona impastatrice è 150 euro e quando si parla di questa cifra si intende un elettrodomestico sicuro nella diverse fasi di lavorazione e durezza dell’impasto; un motore che non va in blocco se la potenza non è sufficiente o se la ciotola non è abbastanza capiente per lavorare al meglio tutti gli ingredienti. In un’impastatrice il prezzo non dipende dunque esclusivamente dalla notorietà della marca – anche se è noto che alcune aziende creino dei prodotti nettamente migliori di altre, e questo non lo nascondiamo – ma da 4 fattori principali da valutare in relazione alle nostre esigenze:

  1. potenza del motore per poter impastare tutte le consistenze di composti
  2. capienza della ciotola, l’ampiezza facilita l’impasto e riduce il rischio che gli ingredienti non ci stiano
  3. materiali di fabbricazione del corpo della macchina e degli strumenti di cui si serve per la lavorazione delle diverse tipologie di impasto
  4. accessori, dalle fruste che consentono di ottimizzare la lavorazione degli ingredienti in relazione alla durezza o pesantezza, al coperchio para-spruzzi per evitare di toccare la macchina durante la lavorazione, ma anche il numero delle velocità.

Per acquistare un prodotto che permetta di preparare qualsiasi impasto anche in prospettiva futura, la potenza in watt deve essere compresa tra i 500 e i 1200. Un’impastatrice con potenza inferiore, anche se con un costo accattivante dalle 60-80 euro, consentirà di impastare solamente  composti leggeri come crema, panna, gelati; amalgamare impasti più consistenti come anche farina e uova, sopratutto per quantità medie, potrebbe essere impossibile per questa tipologia di motore. Il motore non deve andare sotto-sforzo, ma la sua potenza deve essere adeguata.

Capienza della ciotola media, in modo che tutti gli ingredienti abbiano il giusto spazio per essere lavorati. Un’impastatrice media potrebbe essere dotata di una ciotola interna capace di ospitare 1 Kg di farina circa per una misura standard di 4-5 Kg. Per effettuare l’impasto del pane per esempio, l’ideale è una ciotola da almeno 4,5-5 lt per ospitare la lievitazione del composto nel suo raddoppio, come per tutti gli impasti lievitati.

La ciotola, meglio se in acciaio inox per poter essere facilmente lavata. Alcuni modelli permettono di inserire questo accessorio anche nella lavastoviglie. La plastica risulta meno resistente e assorbe gli odori; anche il vetro appare in molte impastatrici meno maneggevole e meno stabile nell’inserimento nel corpo della planetaria. È più pesante e potrebbe creare dei tremolii durante le fasi di lavorazione.

Considerate inoltre che il peso totale di un’impastatrice ideale dovrebbe essere tra i 5-6 Kg, per risultare stabile ma non troppo pesante. Tra i materiali maggiormente affidabili, più stabili e più duraturi per il corpo dell’impastatrice, il possesso di una struttura in alluminio pressofuso che rende l’elettrodomestico molto più regolare nei movimenti e anche più sicuro.

Tutte le parti dell’impastatrice devono essere di materiali di qualità e senza dubbio l’acciaio inossidabile in questo campo non ha eguali. Gli ingranaggi, le ghiere, le fruste e la ciotola non possono essere di materiale fragile, come per esempio la plastica – anche se negli ultimi tempi esistono in commercio delle planetarie in questo materiale che hanno ottenuto dei buoni risultati. Particolare attenzione bisogna avere nel valutare fruste e ganci: meglio se non sono smaltati per evitare che questo rivestimento, a seguito dell’usura si stacchi, e venga amalgamato insieme ai vostri impasti. Se tutti gli elementi di composizione della macchina sono in acciaio inox che garantisce resistenza e igiene l’intero corpo dell’impastatrice risulterà sicuramente più sicuro e durante le lavorazioni su impasti più duri potrà essere meglio ancorata al tavolo o al piano di lavoro senza vibrazioni o spostamenti, che oltre ad essere pericolosi, potrebbero invalidare il funzionamento dell’elettrodomestico, riducendo anche la vita della vostra planetaria. Per fare un buon investimento, è dunque bene pensare di spendere un po’ di più, ma di avere uno strumento dalle qualità ottimali e durevole: i costi in questo caso oscillano dalle 180 alle 450 euro.

Parliamo invece di accessori: cosa ne pensate del para-spruzzi? Esistono impastatrici che eseguono la lavorazione senza nessun coperchio, mentre il coperchio anti-schizzi permette di preservare l’impasto ‘come se avesse un tappo’ e di aggiungere gli ingredienti senza toccare con le mani le zone di lavorazione del prodotto.

E se considerassimo le velocità? Non lasciamoci ammaliare dal numero offerto: solitamente vanno dalle 7 alle 10, ma in realtà ne servono essenzialmente tre, legate alla tipologia (consistenza) dell’impasto: lenta, media e veloce. È maggiormente conveniente ottimizzare l’investimento sugli accessori, che invece fanno la differenza nel risultato finale dell’impasto. Una buona impastatrice deve essere dotata di almeno tre fruste:

  1. frusta a gancio per gli impasti con consistenza dura come la preparazione della pasta all’uovo, biscotti, ma anche il purè schiacciando direttamente le patate nella ciotola, o anche il pane o composti con molti ingredienti che diventano più pesanti da impastare
  2. frusta a foglia, è importante per impasti medi e con lievito come la pizza, ma anche per la creazione di brioche e biscotti morbidi, un po’ sostituisce il cucchiaio di legno. In questo caso è importante valutare le dimensioni in relazione alla capienza della ciotola, perché le fruste devono essere in grado di raccogliere perfettamente tutti gli ingredienti durante la fase di impasto.
  3. frusta a filo, per la preparazione di impasti leggeri come panna, crema, maionese, ma anche composti per biscotti morbidi. Anche in questo caso, è di fondamentale importanza la grandezza delle fruste per amalgamare tutti gli ingredienti senza lasciare l’impasto nel fondo.

Alcuni modelli di planetaria hanno in dotazione anche una frusta gommata, accessorio necessario per amalgamare composti delicati, spumosi e leggeri con gli albumi d’uovo montati all’impasto di una torta.

Tra gli optional che potrebbero facilitare le fasi di impasto, permettendo a tutti gli ingredienti di essere amalgamati senza restare nel fondo, e aumentare la sicurezza del funzionamento della macchina, si dovrebbe valutare anche i seguenti aspetti:

  • presenza della funzione riposo molto utile per gli impasti in lievitazione senza spegnere la macchina
  • blocco motore, un sistema di sicurezza in caso di malfunzionamento
  • la possibilità di regolare le fruste e i ganci per adattarli alla ciotola, alla capienza ma anche alla quantità di impasto
  • possibilità di aggiungere degli accessori da acquistare a parte o in seguito in relazione agli impasti ‘che si scoprirà di poter fare’. Alcune marche permettono di avere degli accessori di serie da collegare direttamente alla planetaria, come per esempio il frullatore, il bicchiere frullatore o il tritacarne, ma anche altre tipologie di accessori che possono essere acquistati a parte come la gelatiere o la macchina per fare la pasta fresca (pasta maker).

UN CONSIGLIO? Verificate dunque se all’interno della confezione sono contenute le tre fruste e se queste sono in materiali robusti: non serve infatti avere tutti e tre gli strumenti (chiamanti anche come frusta A e frusta K e frusta ad uncino) se sono molto deboli o in plastica, tali da non permettere l’impasto di composti più duri e faticosi. Non desiderate acquistare un’impastatrice per ridurre/eliminare la fatica proprio nell’impasto di queste preparazioni più difficoltose da effettuare a mano o con il solo cucchiaio?

Scegliere potenza in W e il motore

Sono i due fattori indispensabili per la buona riuscita di ogni impasto e per poter lavorare ogni composto senza mandare in blocco o sotto-sforzo l’elettrodomestico. È infatti importante ricordare che una buona potenza del motore dell’impastatrice consente di lavorare ogni impasto senza comprometterne il suo utilizzo e la sua durata nel tempo. Potenza e motore sono dunque i due elementi da valutare preventivamente.

Il primo fattore da considerare e conoscere è la presenza in commercio di due tipologie di motore che fanno la differenza nella potenza e nell’usura dell’elettrodomestico:

  1. impastatrici con motore a presa indiretta
  2. impastatrici con motore a presa diretta

La differenza? La planetaria a presa indiretta ha il motore nel retro o sulla base della macchina. Le impastatrici a presa diretta, un sistema maggiormente moderno,  hanno il motore collocato sopra il braccio impastatore. Una differenza sostanziale in materia di usura e invecchiamento nell’utilizzo in quanto, nella presa indiretta, la forza motrice è trasmessa direttamente agli accessori causandone il ‘deterioramento’ nel tempo, mentre nel modello con  presa diretta, la forza del motore è sempre uguale in tutte le fasi di impasto. Ma non solo.

  • Le impastatrici con motore a presa diretta, oltre ad essere meno soggette all’usura, si caratterizzano per un minor consumo energetico. Per ottenere risultati ottimali, dovrebbe essere acquistate nella soluzione con motore a presa diretta con potenza watt a partire da 500 W, che per la sua forza motrice può eguagliare la tipologia con 1.500-1800 W di un motore a presa indiretta.
  • Se scegliete invece un’impastatrice con motore a presa indiretta, questo deve avere almeno 900-1000 W.

Per quanto riguarda la potenza espressa in watt, questa consente di garantire che la planetaria sia in grado di miscelare qualsiasi tipo di impasto, corrispondendo alla forza dell’elettrodomestico nelle lavorazioni ma anche il tempo di lavoro senza pausa nella lavorazione. Se desiderate avere un prodotto medio, sarà sufficiente una planetaria di  600-700 W con motore a presa diretta. Per un funzionamento ottimale su composti con scarsa idratazione e a base di farine di tipo 0 ma anche composti di semola per la preparazione di pasta e pane, l’ideale è scegliere una potenza che si attesta sui 900-1000 W.

Se cercate invece un modello di planetaria per impasti di quantità più elevata – in priorità d’uso – dovete scegliere delle macchine a partire dai 1000 W; per un uso professionale, si può arrivare anche a 1500 W. Un modello con watt elevato ha infatti la possibilità di lavorare fino a 20 minuti consecutivi senza dover interrompere il funzionamento della macchina per evitare di surriscaldare il motore.

In linea generale, 250 watt corrisponde a una potenza minima per effettuare delle lavorazioni senza danneggiare il motore; sono dei modelli che non possono essere utilizzati per tempi di lavoro superiori ai 10-15 minuti e dunque non per impasti duri o medio-duri. Anche facendo un rapido giro sul web, ci si accorge subito, che tra i modelli maggiormente ben recensiti, la potenza supera sempre i 1000-1100 W. Per comprendere meglio, osserva anche la tabella riepilogativa qui di seguito sulle caratteristiche che a nostro avviso ha la migliore planetaria di livello medio:

MIGLIORE IMPASTATRICEFUNZIONI
MOTORE– presa diretta
– da 500 W
– resiste all’usura
– da 3-7 velocità
POTENZA– 900-1000 W
– 1100-1200 W
– lavorazione fino a 20 minuti
MATERIALI– acciaio inox
– acciaio pressofuso
CAPIENZA– 4,50 – 5 Lt
PESO– 5-6 Kg
– Max 7 Kg
ACCESSORI– tre fruste a filo, foglia e gancio
– adattare le fruste
– riposo del motore
ESTETICA– acciaio inossidabile
– nessuno smalto
PREZZO– Da 150 a 1.000 euro
– da 200 a 450 euro

L’impastatrice serve davvero?

Dipende da cosa si intende per il termine ‘servire’. Se si intende che ‘non se ne può fare a meno’, beh, no, ma se ci si basa sul rendere più facile l’operazione di preparazione di molti composti, allora l’impastatrice ‘serve’. Ma attenzione, sì, è vero questa tipologia di elettrodomestico nasce per impastare gli ingredienti di un composto per la preparazione di numerosi cibi, ma la riuscita ottimale è dato dal suo corretto uso – seguendo scrupolosamente le istruzioni – e dall’utilizzo di ogni suo strumento in relazione alla consistenza e durezza dell’impasto. In caso contrario, l’impastatrice non serve: se acquistate una ciotola con capienza di 500 gr per fare il pane per 5 persone, è naturale che avrete acquistato uno strumento inutile; così come acquistare un motore di 250 watt per impasti duri, vi ritroverete con un motore in blocco, che finirà il suo uso dopo poche lavorazioni, e che vi permetterà di fare non più di una panna montata o una salsa all’uovo.

E ancora, valutate preventivamente la quantità massima di farina che è possibile impastare nella ciotola che state acquistando: se la capienza è di 4,50-5 litri ma è possibile impastare solo 500 gr di composto, questa tipologia non è un buon investimento. Verificate sempre non solo la capienza della ciotola, ma quanto impasto è possibile lavorare: questa informazione è sempre presente nella scheda tecnica con dati che stimano quante uova possono essere ospitate e quanta farina.

L’ideale impastatrice per poter ‘essere davvero utile’ sarebbe dunque quella in cui è possibile impastare mediamente 1,200-2 kg di farina, sopratutto se si desiderare utilizzare l’elettrodomestico per preparare il pane o prodotti lievitanti. Con questa portata sarà anche possibile scendere in quantitativi, nel caso si volesse poi preparare composti più leggeri, spumosi come creme o maionesi.

Ciò significa che è necessario valutare l’acquisto di una impastatrice in relazione a: ‘Cosa esattamente farò con questo elettrodomestico?’, e se ci si prospetta invece di creare degli impasti, optare per la soluzione media, valutando i 4 fattori sopra elencati. In questo modo potrete – all’occasione – provare a fare differenti preparazioni. Il costo medio oscilla tra le 150 e le 200 euro, anche acquistando un prodotto delle aziende leader nel settore e considerando tutte le caratteristiche determinanti per acquistare un elettrodomestico che oltre a funzionare in maniera ottimale si presti anche a possibili ‘esperimenti’ su i diversi tipi di composti.

Quanto costano?

In commercio esistono planetaria a partire da 60 euro, e fino ad arrivare a 2000 euro. È importante però mettere in evidenza come una macchina di medio livello, che permette di effettuare tutte e tre le lavorazioni (composti liquidi- semiliquidi – duri) con potenza di 500 W e con in dotazione gli accessori necessari per queste preparazioni oscilla dalle 150 alle 180 euro. La potenza del motore e i materiali di fabbricazione dell’intera macchina permettono un corretto funzionamento e una maggiore vita dello strumento anche senza spendere in manutenzione. Considerate infatti lo sforzo che le fruste e i ganci compiono nelle differenti lavorazioni: difficilmente un materiale poco resistente potrebbe a lungo tempo sopperire alle preparazioni.

I modelli che attualmente sono in commercio in questi ultimi tempi – giacché è divampata la moda dell’impastatrice – hanno prezzi accattivanti proprio per soddisfare le esigenze dei più, partendo dalle 60-80 euro, e molto spesso restando su una fascia di prezzo che non supera le 100 euro. La potenza è di almeno 325 W, ma con questa tipologia di planetaria non è possibile preparare composti duri, o almeno, non senza ritrovarsi con un motore ‘affaticato’; sono macchina ideali solo per impasti liquidi e semiliquidi, fattibili anche a mano, allora.

Se consideriamo invece gli ultimi modelli di planetaria, anche delle grandi marche leader nel settore delle lavorazioni in cucina, la potenza minima è di 900-1000 W ( si può anche salire a 1200 W) con ciotole di capienza di 5 Kg, capaci di ospitare anche 12 tuorli. sembrano impastatrici grandi, mentre invece per la maggior parte di impasti, la capacità è media, sopratutto su composti che raddoppiano. Per una macchina interamente in acciaio inox e pressofuso, con ciotola con coperchio e da 3 a 6 velocità, motore a presa diretta, i costi oscillano dalle 250 alle 450 euro, avendo un prodotto che dura nel tempo e sicuro durante le lavorazioni.

Il prezzo potrebbe avere qualche che variazione nel caso in cui la planetaria sia dotata di una sola velocità o di poche – fino a 3 – in quanto riducono la possibilità di adattarsi a ogni forma di impasto. In realtà abbiamo anche visto come le velocità necessarie siano 3, ma che per avere una macchina completa è anche sufficiente avere fino a 7 velocità. Negli impasti lunghi infatti si parte da una velocità molto bassa per poi aumentare gradualmente per permettere alla macchina di lavorare con poca fatica nella prima fase in cui gli ingredienti sono ancora molto secchi per poi aumentare quando il composto è maggiormente morbido. Le velocità sono utili per ridurre l’affaticamento del motore, fanno la differenza di prezzo, anche di 50-60 euro, ma un’impastatrice con 20 velocità non può essere indicata come migliore rispetto a una con 10 per i motivi che abbiamo indicato sopra.

Consideriamo comunque anche i modelli con capacità in grado di lavorare una quantità di ingredienti da un minimo di 500-600 gr a massimo 2 kg circa. Il contenitore è sicuramente più grande e prima di acquistare questa tipologia di macchina è importante sincerarsi sullo spazio che si ha in cucina per posizionare la macchina durante l’uso: i costi anche in questo caso – considerando dei modelli a uso famigliare – si aggirano intorno alle 250-300 euro, tenendo una potenza di 1100-1200 W. Nella scelta di queste tipologie di impastatrici è importante verificare anche la quantità massima e la quantità minima di ingredienti che è possibile lavorare per fare in modo che la fruste lavorino in equilibrio senza danneggiare il contenitore.

Un’altra variante nel prezzo è data dalla struttura ergonomica della macchina e della ciotola; il corpo macchina non deve essere troppo leggero e di max 7 kg proponendo soluzioni di base piatta antiscivolo o piedini che consentono di ancorare la macchina durante la lavorazione, soggetta a sollecitazioni degli accessori ma anche dello stesso contenitore, sopratutto se in vetro: i prezzi si aggirano anche in questo caso intorno alle 280 alle 350 euro, tenendo tutte le caratteristiche sopra elencate per i modelli medi di planetaria con potenza 1100 w e 4,50-5 lt. Alcune differenze possono essere legate al design della macchina, alle colorazioni, e allo smalto per renderle maggiormente integrabili allo stile della propria cucina, anche se la parte da gigante continuano a farla le grandi marche. Consulta qui di seguito anche una tabella riassuntiva sui costi medi in relazione alle caratteristiche:

TIPOLOGIA PLANETARIACOSTO
– Da 250 a 325 W
– impasti molli
– tre fruste
– ciotola da 500-600 gr
– impasti liquidi e semi-liquidi
– acciaio o plastica
Da 60 a 100 euro
– Da 600-700 W
– capienza 1 Kg
– impasti liquidi-semiduri
– accessori
– peso 5 kg
– presa diretta
– acciaio inox
Da 150 a 180 euro
– Da 900-1000 W
– capienza fino a 2 Kg
– accessori fruste
– peso 5-6 kg
– presa diretta
– 3-7 velocità
– acciaio inox
– funzione riposo
– 180 a 350 euro
– 250 a 450 euro
– Da 1100 a 1200 W
– capienza fino a 2 Kg
– accessori fruste
– accessori da collegare
– peso max 7 kg
– presa diretta
– acciaio inox
– funzione riposo
– lavorazione tutti gli impasti
– tempo oltre 20 minuti
– 7-10 velocità
Da 300 a 500 euro

Maria Francesca Massa

Docente di materie letterarie e latino, con esperienza di insegnamento all’estero nelle classi SEGPA di italiano LS e L2; insegnante di sostegno nella secondaria di II grado e assistente di lingua inglese e di accompagnamento educativo indirizzato a soggetti con gravi difficoltà scolastiche e rischio abbandono; tecnico dei servizi educativi e marketing con funzione di promozione esterna in siti culturali; redattore e gestione di contenuti informativi/multimediali e guide informative on-line, critico letterario per lavoro ma sopratutto per passione.

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